20 Settembre 2016

Contratto Socrate, contribuzione pitagorica

di Luca Vannoni Scarica in PDF

Nella contrattazione collettiva si stanno sviluppando tipologie contrattuali agevolate di inserimento lavorativo, soprattutto mediante particolari regolamentazioni del contratto a termine accompagnate da vantaggi economici per il datore di lavoro, generalmente nella forma della riduzione della retribuzione.

Se, in questi ultimi anni, la presenza dell’esonero contributivo di fatto ha reso meno conveniente l’utilizzo del contratto a termine per l’inserimento lavorativo rispetto alle assunzioni a tempo indeterminato, stante l’incertezza nella riproposizione dell’esonero, gli strumenti proposti dalla contrattazione collettiva meriteranno sempre più l’attenzione dei datori di lavoro, interessati alle soluzioni più “convenienti” per l’assunzione della forza lavoro.

In tale contesto, merita particolare attenzione il contratto introdotto, in via sperimentale, dal recente accordo di rinnovo 22 luglio 2016 per il settore Metalmeccanici PMI Confimi, denominato, in modo sicuramente singolare, contratto “Socrate” per l’occupazione.

Il contratto Socrate, abbreviato nel testo contrattuale in OSC, è un contratto a termine di ingresso volto a incentivare la stabilità occupazionale, in riferimento in particolare a determinate categorie di lavoratori.

La durata dell’OSC può variare da 6 a 18 mesi continuativi e – specifica l’accordo – non prorogabili, con un trattamento retributivo inferiore ai livelli ordinari. L’applicazione dei minimi ridotti è subordinata all’approvazione della richiesta, entro 7 giorni dalla sua presentazione da parte del datore di lavoro, della commissione bilaterale appositamente costituita per la validazione. In caso di mancata ricezione della risposta entro i 7 giorni successivi alla richiesta, questa si intenderà approvata. In caso di esplicita risposta negativa della Commissione, il contratto deve considerarsi a tempo determinato, per la durata prefissata e alle normali condizioni di legge.

Tra gli aspetti sicuramente discutibili del nuovo contratto OSC, merita un breve commento la previsione del contributo in favore della commissione di validazione. Il costo della validazione è infatti fissato in un contributo obbligatorio, a carico del datore di lavoro, pari a 80 euro per ogni lavoratore assunto con il medesimo contratto. Sinceramente, stante la natura non formativa del contratto, sembra essere poco chiaro su quali aspetti si concreterà l’analisi per la validazione: la percezione è che sia stata introdotta una “tassa” contrattuale legata a una procedura la cui assenza, stante la sua natura obbligatoria, potrebbe non determinare alcun vizio di legittimità del contratto, soprattutto nei casi legati a condizioni soggettive del lavoratore.

 

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