15 Marzo 2022

Protagonisti sempre

di Riccardo Girotto Scarica in PDF

Con la fine del mese di marzo i consulenti del lavoro saluteranno definitivamente il periodo emergenziale, coscienti di averlo affrontato, in parte loro malgrado, da veri protagonisti. Vessati da uno stillicidio di norme e prassi, i consulenti si sono prodigati con profitto nel tenere indenne il cliente da tutte le complicazioni operative connesse all’emergenza.

Giunti a questo punto, il mercato del lavoro e della consulenza spingerà i professionisti verso una nuova dimensione, mutantis mutandis, oltre alla ricerca di sbocchi utili a mantenere la propria attività redditizia.

L’amministrazione del personale intesa nel senso più puro ha rappresentato e rappresenterà sempre una certezza. Il cedolino non è mai morto e mai morirà, alimentato dalla continua complicazione e dalla crescente richiesta di dati che la P.A. impone, tali da garantirne, di riflesso, l’insostituibilità. Ne deriva un’evoluzione tecnica dello strumento che obbligherà ad affrontare la procedura paghe con conoscenze tecniche sempre crescenti.

Gli strumenti di interazione con gli istituti viaggeranno sempre più in forma telematica, così come informatiche saranno le competenze richieste per dialogare con gli stakeholders dei dati inerenti alle risorse umane: tanto i rilevatori presenza e i software di gestione HR impegnati nella fase prodromica all’elaborazione (input), quanto gli strumenti di gestione delle elaborazioni che confluiranno nella contabilità (output). La sfida sarà gestire con cognizione questi flussi, al fine di rafforzare la certezza del dato, permettendo agli operatori di concentrarsi sulle fasi interpretative e decisionali piuttosto che su quelle meramente esecutive. Il dialogo informatico dovrà affrontarsi, quindi, con la giusta competenza.

Le prime 2 attività presentate si riferiscono a passaggi che non sempre è agevole tramutare in marginalità: sarà, infatti, necessario vantare una capacità di persuasione nel cliente tale da far percepire i reali vantaggi delle implementazioni operative, semplificazione e garanzia del dato su tutte, ma per poterlo fare i consulenti dovranno essere veri conoscitori degli strumenti da proporre.

Accanto a quelle descritte, però, potranno proporsi attività nuove, queste sì dal rilevante valore aggiunto, assolutamente aderenti ai tempi che stiamo vivendo, tanto da diventare, con la pratica, imprescindibili.

Ad esempio, le attività di controllo di gestione e business intelligence richiedono sempre più attenzione ai dati prodotti dalla gestione amministrativa del personale, dati che risultano già a disposizione di chi esegue gli adempimenti del personale e che, senza sforzi immani, con l’aiuto di strumenti disponibili sul mercato, potranno essere agevolmente sezionati, aggregati, condivisi.

L’interpretazione di questi dati richiederà al consulente il governo di conoscenze che solo in parte rientrano già nel suo bagaglio, ma in buona parte dovranno completarsi prima di proporre lo strumento al cliente. La consulenza in questo campo, senza grande investimento infrastrutturale, potrà essere molto più penetrante e molto più apprezzata dall’azienda, che necessariamente si troverà a leggere i dati del personale sotto una luce dinamica molto accattivante. Per contro, qualora lo stimolo arrivi proprio dal cliente, il consulente saprà farsi trovare pronto a fornire le stesse informazioni che ha sempre fornito, ma da un punto di vista più approfondito, tale da qualificare la propria professionalità.

Non risulterà, poi, sufficiente fermarsi qui. In questi ultimi anni aziende di tutte le dimensioni si sono prodigate nell’affrontare mercati su base internazionale, rendendo la mobilità del dipendente un metodo ordinario di gestione occupazionale. Non più sede fissa, il consulente ha necessariamente dovuto affrontare aspetti sempre più complessi di gestione degli expats, conscio che con il passare del tempo tale necessità diventerà sempre più pressante. Le soluzioni per affrontare questa esigenza possono svilupparsi su 2 diverse direttive: una prevede l’approfondimento di dettagli normativi specifici di tutti gli Stati di volta in volta coinvolti, ipotesi estremamente ambiziosa e non scevra da rischi, posto che anche in ambito comunitario la lex loci laboris risulta un principio dagli effetti imperscrutabili; l’altra mira all’organizzazione di relazioni con una rete di professionisti operanti nei diversi Stati, con cui condividere rapporti di reciprocità. Un riferimento in ogni luogo per la gestione condivisa del problema, oltre a garantire l’applicazione puntuale dei corretti profili normativi, e la condivisione di responsabilità, offre al cliente la tranquillità di affrontare anche attività crossboarder, con la sicurezza di potersi concentrare sulle proprie attività core. E scusate se è poco. Certo, le relazioni internazionali richiederanno competenze da approfondire, su tutte la puntuale conoscenza della lingua inglese costituirà la base, ma proprio queste competenze potranno essere pesate per garantire la giusta marginalità.

La soluzione sarà, quindi, una razionalizzazione delle attività note, sfruttando la confidenza che ogni consulente ha maturato, unitamente a nuove e più approfondite competenze informatiche e spinta all’organizzazione di relazioni qualificanti. Informatica, organizzazione, analisi del dato, lingua inglese; 4 hard skills che devono entrare nel bagaglio delle competenze di un consulente, che non solo potrà rispondere “presente!” a ogni richiesta del cliente, ma potrà esplorare spazi nuovi tramite informazioni già in suo possesso, al fine di anticipare le esigenze del mercato. Non aspettiamoci che queste esigenze appartengano solo a realtà ampiamente dimensionate, perché la necessità di governare questi strumenti è già latente in aziende dalle dimensioni anche molto contenute.

Le attività proposte in queste poche righe sono solo un esempio degli obiettivi sui quali puntare per attualizzare l’approccio alla professione, ma possono rappresentare il metodo più gratificante e sostenibile per garantire una presenza di assoluto rilievo sul mercato della consulenza, una presenza da assoluti protagonisti.

 

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