8 Luglio 2022

Pubblico impiego: no ai buoni pasto in caso di orario di lavoro inferiore a 6 ore

di Redazione Scarica in PDF

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 25 maggio 2022, n. 16929, ha ritenuto che, in tema di pubblico impiego privatizzato, l’attribuzione del buono pasto è condizionata all’effettuazione della pausa pranzo, che, a sua volta, presuppone, come regola generale, che il lavoratore osservi un orario di lavoro giornaliero di almeno 6 ore (oppure altro orario superiore minimo indicato dalla contrattazione collettiva): ne consegue che i buoni pasto non possono essere attribuiti ai lavoratori che, beneficiando delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità di cui al D.Lgs. 151/2001, osservano, in concreto, un orario giornaliero effettivo inferiore alle suddette 6 ore, né può valere l’equiparazione dei periodi di riposo alle ore lavorative di cui all’articolo 39, comma 1, D.Lgs. 151/2001, che vale “agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro“, in quanto l’attribuzione dei buoni pasto non riguarda né la durata né la retribuzione del lavoro, ma è finalizzata a compensare l’estensione dell’orario lavorativo disposta dalla Pubblica Amministrazione, con un’agevolazione di carattere assistenziale diretta a consentire il recupero delle energie psico-fisiche degli interessati.

 

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