1 Settembre 2022

Smart working: la disciplina dal 1° settembre e la proroga della comunicazione

di Luca Vannoni Scarica in PDF

Il rientro al regime ordinario in materia di smart working (o lavoro agile), chiusa la fase emergenziale legata alla pandemia Covid-19, che aveva visto tale modalità di lavoro come soluzione alle problematiche di distanziamento sociale, tanto che si era proceduto a semplificarne normativamente l’introduzione, si compone di un aspetto centrale, la necessità dell’accordo individuale, a cui si sarebbe aggiunto il ritorno alle regole ordinarie in materia di comunicazione, aspetto che, invece, è stato oggetto di recente modifica mediante l’articolo 41-bis, D.L. 73/2022, convertito, con modificazioni, dalla L. 122/2022.

L’ultima pagina di 2 anni circa di vigenza del regime emergenziale è stata vergata dalla L. 52/2022 – “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”.

Tra i vari interventi previsti, il provvedimento prorogava fino al 31 agosto 2022 il termine per l’utilizzo della procedura semplificata di comunicazione dello smart working nel settore privato, di cui all’articolo 90, comma 3, D.L. 34/2020, e l’instaurazione senza accordo individuale (articolo 90, comma 4).

Tuttavia, per quanto riguarda l’effettuazione della nuova comunicazione, il Ministero del lavoro, con notizia pubblicata sul proprio sito in data 26 agosto 2022, ha reso noto che “la piena operatività della nuova procedura richiede, tra l’altro, anche l’adeguamento dei sistemi informatici dei datori di lavoro relativamente all’utilizzo dei servizi Rest di invio delle comunicazioni, che presuppongono il colloquio dei sistemi informatici del datore di lavoro con quelli del Ministero e che rappresentano una modalità alternativa all’uso dell’applicativo web sopraindicato. Per tali ragioni, in fase di prima applicazione delle nuove modalità, l’obbligo della comunicazione potrà essere assolto entro il 1° novembre 2022”.

Nonostante la forma di prassi atipica utilizzata per effettuare, di fatto, una proroga di un termine previsto legislativamente, non dovrebbero esserci problematiche relative a contestazioni degli organi ispettivi del rispetto di tale indicazione.

Si ricorda, inoltre, che vi sono altre disposizioni specifiche venute meno nel corso dell’estate e relative allo smart working: in particolare, ci si riferisce ai diritti allo smart working per i lavoratori fragili e i genitori di figli under 14: su tali materie si segnala, da fonti giornalistiche, che il Ministero del lavoro è intenzionato a presentare un emendamento in sede di conversione del Decreto Aiuti-bis, per prorogare (e riattivare) tali misure fino al 31 dicembre 2022.

 

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