31 Agosto 2015

Asse.co e le nuove deleghe ai consulenti del lavoro nel Jobs Act

di Luca Caratti

I consulenti del lavoro sono una categoria reattiva. Lo devono essere un po’ per indole, un po’ per forza, perché devono reagire prontamente alle novelle normative incrementando le competenze professionali e la propria organizzazione.

L’attuale scenario legislativo ha attribuito al consulente del lavoro nuovi e importanti ruoli: in parte già riconosciuti, in parte totalmente innovativi.

Uno di questi deriva dalla c.d. Asse.co (asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro), prevista da un’intesa tra il Ministero del Lavoro e i Consulenti del lavoro, finalizzata ad avviare un sistema volontario di controllo delle imprese.

Consentendo così di qualificarle nei confronti del Ministero e di soggetti terzi, certificando la regolarità nella gestione dei rapporti di lavoro.

Oltre alle evidenti prospettive lavorative, la procedura di asseverazione (solo per cdl all’uopo formati) consente al professionista di rafforzare il proprio ruolo sociale di diffusione della cultura della legalità. Ruolo che viene messo in rilievo anche dal recente Jobs Act.

Le competenze delle commissioni di certificazione, costituite presso i Consigli Provinciali dei consulenti del lavoro, sono infatti state ampliate sia dal D.Lgs. n.23/15 che dal D.Lgs. n.81/15.

Per quanto attiene al primo provvedimento il riferimento è all’art.6, ove viene prevista l’offerta conciliativa in caso di licenziamento, che deve essere accettata in una delle sedi di cui all’art.2113 cod.civ. e all’art.76, D.Lgs. n.276/03.

Anche nel D.Lgs. n.81/15 si trova traccia del suddetto ampliamento. All’art.3 il cdl offre assistenza alle parti nella fase di studio e nella certificazione degli accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria legale e della retribuzione. All’art.5, co.6, viene poi previsto che, qualora il contratto collettivo applicato non disciplini, nel rapporto di lavoro part-time, le clausole elastiche, le parti potranno, con l’assistenza del cdl (esplicitamente citato dal Legislatore), rivolgersi alla commissione di certificazione per prevederne l’utilizzo. Alla medesima commissione fa riferimento l’art.54, che prevede la possibilità per committenti e per soggetti titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuati anche a progetto o di partita Iva di sottoscrivere un accordo di stabilizzazione a decorrere dall’1/1/2016, beneficiando dell’effetto “sanante” sulle irregolarità commesse.

Nuovi compiti e nuove opportunità per professionisti sempre più preparati. 

 

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