29 Gennaio 2026

TFR al Fondo di Tesoreria: le nuove regole dal 1° gennaio 2026

di Luca Vannoni Scarica in PDF

Fino al 31 dicembre 2025 il perimetro delle aziende obbligate al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS era estremamente ristretto e coincidente, di fatto, con quelle realtà che avevano superato la soglia dei 50 dipendenti al 31 dicembre 2006, anno di entrata in vigore del sistema introdotto dalla Legge n. 296/2006. L’obbligo, come noto, non si estendeva alle aziende che negli anni successivi avessero progressivamente aumentato l’organico sino a superare la stessa soglia. La regola era chiara: o si era sopra i 50 dipendenti nel 2006, oppure — se nati dopo — occorreva verificare la soglia esclusivamente nel primo anno di attività. In caso contrario, il TFR dei lavoratori rimaneva interamente in azienda, a nulla rilevando successivi ampliamenti di organico, salvo ovviamente le quote destinate alla previdenza complementare.

A fronte di ciò, la platea degli obbligati al Fondo Tesoreria era rimasta per quasi 20 anni sostanzialmente invariata, con un modello che di fatto congelava al 2006 il perimetro dei soggetti coinvolti.

L’art. 1, comma 204, Legge di bilancio 2026, interviene in modo radicale su questa struttura. A partire dal 1° gennaio 2026 non è più rilevante la fotografia del 2006 né il dato relativo al primo anno di attività delle newco.

La nuova regola è semplice nella formulazione ma rilevantissima negli effetti: devono versare il TFR al Fondo Tesoreria tutte le aziende che raggiungono o superano la soglia dei 50 (60 nel 2026 e 2027, 40 dal 2032) dipendenti, indipendentemente dall’anno di costituzione e dall’organico storico. Il requisito dimensionale non è più un dato “cristallizzato” nel passato, ma diventa un parametro dinamico da verificare annualmente.

Di conseguenza, realtà che per anni hanno beneficiato dell’assenza dell’obbligo si trovano ora a rientrarvi in modo pieno. Si pensi a un’azienda costituita nel 2015, che per 10 anni ha operato con un organico inferiore alla soglia e che nel 2025 raggiunge 60 dipendenti. Con il comma 204 questa azienda, dal 1° gennaio 2026, sarà tenuta al conferimento del TFR maturando al Fondo Tesoreria per tutti i lavoratori che non abbiano aderito a forme di previdenza complementare. È un cambio di paradigma significativo, perché impone a imprese fino a ieri escluse un trasferimento diretto di liquidità che incide sul loro equilibrio finanziario.

Anche se la norma si riferisce all’anno solare, si ritiene che l’obbligo debba essere verificato sulla base dell’anno civile media nell’anno 1.1 – 31.12 precedente e versamento dal 1° gennaio dell’anno successivo al superamento della soglia. L’azienda che supera i 60 dipendenti entro il 31 dicembre 2025 entrerà nell’obbligo nel 2026; chi lo farà nel corso del 2026, ad esempio a ottobre, sarà obbligata dal 1° gennaio 2027.

Sotto il profilo del calcolo della soglia, la nuova disciplina non modifica i criteri generali già in uso nell’ordinamento: vengono conteggiati i lavoratori subordinati, inclusi apprendisti, tempi determinati e lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto, secondo principi già noti. Ciò che cambia è la rilevanza della verifica, che da controllo statico e pressoché irrilevante dopo il 2006 diventa un adempimento periodico imprescindibile. Le aziende dovranno, infatti, monitorare con continuità l’andamento dell’organico per determinare correttamente l’entrata nell’obbligo.

Il nuovo impianto supera completamente anche la logica che per anni ha regolato le aziende neo costituite: nel vecchio regime, infatti, l’unico dato rilevante era la dimensione nel primo anno di attività.

Una volta scattato l’obbligo, la partecipazione al Fondo di Tesoreria sarà definitiva: come già previsto dal regime originario, anche nel nuovo impianto normativo l’uscita dal sistema non è contemplata. Anche qualora l’organico dovesse scendere sotto i 50 dipendenti, l’azienda continuerà a versare il TFR maturando al Fondo.

La riforma, in sintesi, trasforma l’architettura del Fondo di Tesoreria da sistema chiuso e sostanzialmente immobile a meccanismo dinamico, che si espande automaticamente al crescere delle aziende. Tenuto conto che il primo versamento dovrebbe riguardare le mensilità di gennaio 2026, appaiono quanto mai urgenti le istruzioni da parte dell’INPS.

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