CESSAZIONE DEL RAPPORTO

Dimissioni revocabili anche se in prova

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 settembre 2025 n. 24991 ha stabilito che l’articolo 26 del D.Lgs. 151/2015 in materia di revocabilità delle dimissioni telematiche si applica anche durante il periodo di prova, in quanto le eccezioni previste dai commi 7 e 8-bis della disposizione sono tassative e non includono tale ipotesi: ne consegue che…

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Valutazione della proporzionalità della sanzione espulsiva con il fatto accertato e tutele

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 9 settembre 2025 n. 24919, ha ritenuto che la valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato e accertato rientra nell’art. 18, comma 4, Legge n. 300/1970 (come novellata dalla Legge n. 92/2012) solamente nell’ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata…

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TFR: indice di rivalutazione di ottobre 2025

L’ISTAT, con nota del 17 novembre 2025, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2024, a ottobre 2025 è pari a 1,998752. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di ottobre è pari a 121,4. L’Istituto sottolinea come la decelerazione…

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Nullità del recesso nel periodo di prova e reintegra

La Cassazione civile, Sezione Lavoro, 29 agosto 2025, n. 24201, ha ritenuto che il recesso datoriale motivato dal mancato superamento del periodo di prova, a fronte della nullità genetica dello stesso, determina l’automatica conversione dell’assunzione in definitiva sin dall’inizio e il venir meno del regime di libera recedibilità sancito dall’art. 1, Legge n. 604/1966. In…

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I comportamenti extralavorativi lesivi dell’integrità morale del lavoratore ne legittimano il licenziamento

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 28 agosto 2025, n. 24100, ha stabilito che l‘integrità morale del lavoratore costituisce il fondamento del rapporto di fiducia con il datore di lavoro, e la sua compromissione può rilevare anche in relazione a comportamenti tenuti al di fuori della sfera lavorativa. Viene respinto, nella specie, il ricorso per l’impugnativa…

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Legittimo il licenziamento disciplinare per insubordinazione

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 19 agosto 2025, n. 23565 ha ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare della guardia giurata, che, in violazione delle precise disposizioni datoriali e delle prescrizioni regolamentari, presta servizio senza radio trasmittente funzionante e senza giubbotto antiproiettile, trattandosi di condotte reiterate e sorrette da deliberata indifferenza rispetto agli ordini del datore di…

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Comunicazione dell’assenza a seguito di detenzione

La sentenza n. 1105 del 6 ottobre 2025 del Tribunale di Latina, sezione lavoro, affronta i temi dell’obbligo di comunicazione dell’assenza e dell’estensione dei doveri di diligenza e correttezza del lavoratore, anche quando l’assenza sia determinata da una causa quale la detenzione. Il caso trae origine dal ricorso di un dipendente addetto a un cantiere…

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Giusta causa: valutazione comparativa del giudice in caso di inadempienza di entrambe le parti

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 30 luglio 2025 n. 21965, ha stabilito che nei contratti a prestazioni corrispettive, tra i quali rientra il contratto di lavoro, qualora una delle parti adduca, a giustificazione della propria inadempienza, l’inadempimento dell’altra, il giudice deve procedere alla valutazione comparativa dei comportamenti, considerando non tanto il mero elemento cronologico, quanto…

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Comportamenti extralavorativi e licenziamento: un rebus per nulla chiaro

Il lavoratore rischia il licenziamento se pone in essere condotte che costituiscono reato al di fuori del rapporto di lavoro. Vi è il rischio del licenziamento sia ove il fatto costituente reato sia stato commesso anteriormente all’avvio del rapporto di lavoro, sia ove sia stato commesso in costanza del rapporto. Soltanto nel primo caso si…

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Legittimo il licenziamento per offesa al superiore gerarchico

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 24 luglio 2025, n. 21103, ha stabilito che la gravità intrinseca dell’epiteto rivolto a un superiore gerarchico è catalogabile come insubordinazione qualificata dall’ingiuria e dal rifiuto di adempiere, comportamento che incide direttamente sulla funzionalità e sulla gerarchia aziendale e che giustifica il licenziamento.   

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