CESSAZIONE DEL RAPPORTO
Giusta causa: nozione di patrimonio aziendale intesa in un’accezione estesa
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 2 aprile 2025, n. 8707, ha stabilito che, in tema di licenziamento per giusta causa irrogato sulla base della relazione di investigatori privati, la nozione di “patrimonio aziendale” tutelabile in sede di esercizio del potere di controllo dell’attività dei lavoratori vada intesa in un’accezione estesa; si è così riconosciuto il…
Continua a leggere...Abuso permessi 104 e licenziamento
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 30 marzo 2025, n. 8342, ha stabilito che il comportamento del prestatore di lavoro subordinato che si avvalga del permesso ex comma 3 dell’articolo 33, L. 104/1992, non per l’assistenza al familiare ma per attendere, anche solo in parte, ad altra attività, configura un abuso per sviamento dalla funzione del…
Continua a leggere...Anche la condotta extralavorativa può generare una giusta causa
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 24 marzo 2025, n. 7793, ha stabilito, in tema di licenziamento per giusta causa, che anche la condotta illecita extralavorativa del lavoratore può essere suscettibile di rilievo disciplinare, atteso che lo stesso è tenuto a comportamenti che non ledano gli interessi morali e materiali del datore di lavoro. Spetta, quindi,…
Continua a leggere...Impugnativa stragiudiziale licenziamento
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 19 marzo 2025, n. 7349 ha stabilito che l’impugnativa stragiudiziale ex articolo 6, comma 1, L. n. 604/1966, può efficacemente essere eseguita in nome e per conto del lavoratore dal suo difensore previamente munito di apposita procura scritta, senza che il suddetto rappresentante debba comunicarla o documentarla al datore di…
Continua a leggere...Nella valutazione della legittimità del licenziamento vanno considerati i comportamenti contestati nel complesso
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 11 marzo 2025, n. 6418, ha stabilito che la valutazione della legittimità di un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo richiede un’analisi complessiva dei comportamenti contestati al dipendente, non limitandosi a una valutazione meramente separata di ciascun episodio. La molteplicità degli episodi dev’essere considerata nella sua interezza,…
Continua a leggere...Legittimo il licenziamento disciplinare per frasi che denotano discriminazione sessuale verso un collega
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 10 marzo 2025, n. 6345, ha ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare, dovendosi tenere conto dell’impostazione dell’ordinamento di assicurare il pieno rispetto di qualunque scelta di orientamento sessuale, come tale attinente alla sfera intima e assolutamente riservata della persona, laddove le frasi pronunziate al lavoratore incolpato all’indirizzo del collega rappresentano…
Continua a leggere...L’intento ritorsivo del gmo può essere provato anche per presunzioni
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 9 marzo 2025, n. 6221, ha stabilito che, in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l’allegazione, da parte del lavoratore, del carattere ritorsivo del licenziamento intimatogli, non esonera il datore di lavoro dall’onere di provare, ai sensi dell’articolo 5, L. 604/1966, l’esistenza della giusta causa o del…
Continua a leggere...I messaggi di una chat privata, benché offensivi, non integrano giusta causa di licenziamento
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 6 marzo 2025, n. 5936, ha stabilito che, in tema di licenziamento disciplinare, i messaggi scambiati in una chat privata, seppure contenenti commenti offensivi nei confronti della società datrice di lavoro, non costituiscono giusta causa di recesso, poiché, essendo diretti unicamente agli iscritti a un determinato gruppo e…
Continua a leggere...Sussistenza della giusta causa: l’elemento soggettivo non coincide con il dolo del reato oggetto di patteggiamento
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 3 marzo 2025, n. 5632, ha stabilito che l’elemento soggettivo, ai fini della sussistenza della giusta causa di licenziamento, non coincide con il dolo del reato oggetto di patteggiamento, ben potendo rilevare altri elementi soggettivi, quali la negligenza o anche un grado di colpa più elevato ai fini…
Continua a leggere...Licenziamento disciplinare: i messaggi offensivi scambiati in una chat privata non integrano giusta causa
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 28 febbraio 2025, n. 5334, ha ritenuto che, in tema di licenziamento disciplinare, i messaggi scambiati in una chat privata, seppure contenenti commenti offensivi, non costituiscono giusta causa di recesso, poiché, essendo diretti unicamente agli iscritti a un determinato gruppo e non a una moltitudine indistinta di persone,…
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