RAPPORTO DI LAVORO
La pluralità di episodi non sempre giustifica il licenziamento
La Corte di Cassazione, con ordinanza 11 marzo 2025 n. 6418, torna sulla questione della pluralità delle contestazioni nelle procedure disciplinari. Il ricorso in Cassazione è stato proposto da un datore di lavoro che si era visto annullare un licenziamento disciplinare per giusta causa, con reintegra del lavoratore. Il licenziamento era stato intimato al termine…
Continua a leggere...Pagamento ferie non fruite e responsabilità solidale dei committenti
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 21 gennaio 2025, n. 1450, ha stabilito che, in tema di responsabilità solidale del committente con l’appaltatore di servizi, la locuzione “trattamenti retributivi” di cui all’articolo 29, comma 2, D.Lgs. 276/2003, dev’essere interpretata in maniera rigorosa, nel senso della natura strettamente retributiva degli emolumenti che il datore di lavoro…
Continua a leggere...Verifiche periodiche delle attrezzature da lavoro: adottato il 60° elenco
Il Ministero del lavoro, con D.D. 17 del 10 marzo 2025, ha pubblicato il 60° elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.
Continua a leggere...Interruzione comporto con ferie non godute: il datore può rifiutare per motivi organizzativi
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con pronuncia 20 gennaio 2025, n. 1373, ha stabilito che il lavoratore in malattia ha diritto alle ferie maturate, ma non godute, al fine di interrompere il calcolo del periodo di comporto. Il datore di lavoro, tuttavia, non è obbligato ad accettare la richiesta per motivi organizzativi validi che la…
Continua a leggere...Riconoscimento della malattia ai pensionati lavoratori
L’Inps, con circolare n. 57 dell’11 marzo 2025, ha fornito indicazioni in merito al riconoscimento della tutela previdenziale della malattia ai lavoratori titolari di un trattamento pensionistico che avviano un nuovo rapporto di lavoro dipendente.
Continua a leggere...Sanzioni amministrative: esame dell’assenza di colpa del trasgressore per affidamento incolpevole
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 20 gennaio 2025, n. 1322, ha stabilito che nell’esame della sussistenza di un affidamento incolpevole del trasgressore nei confronti del comportamento dell’Amministrazione, i presupposti che il giudice deve accertare in fatto sono almeno 4: l’imputabilità del fatto alla stessa P.A. agente; la presenza di un atto favorevole determinato…
Continua a leggere...Obbligo di polizze rischi catastrofali entro il 31 marzo: l’approfondimento della Fondazione studi
La Fondazione studi consulenti del lavoro, con approfondimento del 10 marzo 2025, ha analizzato l’obbligo, per i datori di lavoro, di dotarsi di una polizza assicurativa per la copertura dei danni da calamità naturali. L’obbligo, introdotto dall’articolo 1, commi 101-111, L. 213/2023 e inizialmente fissato al 31 dicembre 2024, è stato poi prorogato dal D.L….
Continua a leggere...Sorveglianti e custodi: l’abbandono del posto di lavoro integra giusta causa di licenziamento
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 20 gennaio 2025, n. 1321, ha ritenuto che l’abbandono del posto di lavoro di chi svolge attività di custode o sorvegliante costituisce di per sé mancanza di rilevante gravità idonea, indipendentemente dall’effettiva produzione di un danno, a fare irrimediabilmente venire meno l’elemento fiduciario nel rapporto di lavoro e…
Continua a leggere...Uso distorto permessi ex L. 104/1992: vanno valutati contesto qualitativo e attività complementari all’assistenza
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 17 gennaio 2025, n. 1227, ha stabilito che l’uso distorto dei permessi per l’assistenza al familiare disabile non può essere valutato solo in termini quantitativi: è necessario considerare anche il contesto qualitativo e le attività complementari all’assistenza. Il caso è quindi stato rimesso al giudice di merito per…
Continua a leggere...Illecito il controllo indiscriminato della mail aziendale del dipendente
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 13 gennaio 2025, n. 807, ha statuito che il datore non può controllare la mail aziendale del dipendente indiscriminatamente e senza un fondato sospetto di illecito disciplinare. In questo modo verrebbe violata la privacy del dipendente e il licenziamento sarebbe nullo.
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