7 Gennaio 2026

Legge di bilancio 2026: le principali novità per lavoro, fisco e retribuzioni

di Luca Vannoni Scarica in PDF

La Legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) interviene in modo articolato sul sistema fiscale del lavoro subordinato, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, incentivare la contrattazione collettiva e rafforzare i meccanismi di partecipazione e produttività aziendale. Accanto a misure quali la revisione degli scaglioni IRPEF e delle detrazioni per i redditi più elevati, il legislatore concentra l’attenzione su strumenti di detassazione selettiva delle componenti retributive, destinati in particolare ai lavoratori del settore privato.

Tra le misure di maggiore interesse per datori di lavoro e consulenti del lavoro si collocano, in particolare, la detassazione degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali – non viene specificato il livello della contrattazione – e la forte riduzione dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività.

In particolare, gli incrementi retributivi corrisposti nel corso dell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, sono assoggettati a un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali nella misura del 5%. Il regime agevolato si applica salva espressa rinuncia scritta del lavoratore e opera, pertanto, in via automatica da parte del sostituto d’imposta in assenza di manifestazione contraria del prestatore di lavoro.

L’ambito soggettivo di applicazione della misura è limitato ai lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano conseguito, nell’anno 2025, un reddito di lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.

La detassazione riguarda esclusivamente gli incrementi retributivi riconducibili al rinnovo contrattuale e non si estende alle ulteriori voci della retribuzione ordinaria, restando ferme le ordinarie regole in materia contributiva, con conseguente assoggettamento delle somme agevolate alla contribuzione previdenziale e assistenziale prevista dalla normativa vigente.

Accanto alla detassazione degli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali, la Legge di Bilancio 2026 interviene sul regime fiscale applicabile ai premi di produttività e alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili, disciplinati dall’art. 1, comma 182, Legge n. 208/2015.

Per le somme erogate negli anni 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali prevista dalla normativa richiamata è applicata con aliquota ridotta all’1%, entro il limite complessivo di 5.000 euro annui.

Il regime agevolato opera nel rispetto delle condizioni e dei requisiti già previsti dalla disciplina vigente in materia di premi di risultato, restando fermi i requisiti di accesso collegati alla stipulazione di contratti collettivi aziendali o territoriali, i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, nonché la disciplina relativa alla possibilità di conversione dei premi in beni e servizi di welfare aziendale secondo le regole ordinarie.

Per le aziende, ad ogni modo, la misura rappresenta un’opportunità per rivedere o rinnovare gli accordi di produttività e, più in generale, retributivi, massimizzando l’efficacia dell’incentivo fiscale.

La Legge di Bilancio 2026 conferma una strategia di intervento che utilizza la leva fiscale per cercare di orientare le dinamiche retributive e contrattuali. In questo quadro, la detassazione dei rinnovi CCNL e il quasi azzeramento dell’imposta sui premi di produttività assumono un ruolo centrale, con effetti rilevanti sul potere d’acquisto dei lavoratori.

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