23 Marzo 2022

Il nuovo sistema di monitoraggio della congruità occupazionale negli appalti

di Michela Rodofili Scarica in PDF

Con il messaggio n. 428/2022, l’Inps ha comunicato il rilascio di un nuovo applicativo denominato “Monitoraggio Congruità Occupazionale Appalti” (MoCOA).

La piattaforma, accessibile ai contraenti del contratto d’appalto e agli eventuali subappaltatori, consente di verificare l’adempimento degli obblighi contributivi relativi ai lavoratori impiegati negli appalti, incrociando i dati inseriti dai committenti nel MoCOA e quelli denunciati dall’appaltatore all’Istituto.

Con successivo messaggio l’Inps chiarirà le modalità di accesso e di utilizzo di tale piattaforma.

 

La responsabilità solidale negli appalti

L’articolo 29, D.Lgs. 276/2003 (c.d. Legge Biagi), ha previsto che, nelle ipotesi di appalto e subappalto di opere o servizi, il committente sia obbligato in solido con l’appaltatore o il subappaltatore, per gli importi dovuti ai lavoratori impiegati nell’appalto a titolo retributivo (compreso il Tfr), previdenziale e assicurativo. Restano escluse le somme dovute per illeciti amministrativi e a titolo di sanzioni civili. L’obbligazione in solido grava sul committente privato (ne sono esclusi gli enti pubblici) che opera in forma di impresa o con organizzazione professionale di mezzi e persone.

La responsabilità permane per i 2 anni successivi alla cessazione dell’appalto, se ad agire sono i lavoratori, mentre per gli enti previdenziali ha la durata quinquennale dell’ordinaria prescrizione, essendo l’obbligazione contributiva disciplinata da norme di legge inderogabili.

La ratio della norma, prevista dall’articolo 29, Legge Biagi, è quella di garantire una maggiore tutela ai lavoratori per le somme loro dovute nel rapporto di lavoro instaurato con l’appaltatore; essa costituisce, inoltre, un incentivo per i committenti ad affidare i lavori ad aziende che rispettino le norme inderogabili a tutela del lavoro.

Nella disciplina prevista dal Legislatore, il datore di lavoro rimane l’appaltatore, a tutti gli effetti responsabile per le conseguenze giuridiche ed economiche derivanti dal rapporto di lavoro, mentre per il committente è prevista una responsabilità ex lege, che si aggiunge a quella ordinaria in conseguenza del contratto di appalto stipulato.

In seguito alle modifiche introdotte dalla L. 49/2017 all’articolo 29, L. 276/2003, la responsabilità solidale è stata disciplinata in modo più stringente: non è più consentito al committente chiedere la preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore o del subappaltatore. Inoltre, a partire dal 17 marzo 2017, tale responsabilità non può essere derogata da un’eventuale disciplina contrattuale che individui nuove procedure di controllo degli appalti; la deroga era, invece, ammessa nella precedente formulazione della norma.

 

Il monitoraggio della congruità occupazionale: finalità dell’applicativo

La responsabilità gravante sul committente comporta la necessità che lo stesso possa verificare non solo che i contributi denunciati siano stati versati, attraverso l’acquisizione del Durc, ma anche che gli adempimenti contributivi nei confronti dei lavoratori vengano correttamente svolti nel corso di tutto l’appalto.

Il Durc, tuttavia, fornisce dati aggregati dell’azienda nel suo complesso, ma non consente di effettuare verifiche sui lavoratori impiegati nel singolo appalto.

Con il nuovo applicativo realizzato dall’Inps, il committente potrà censire i soggetti ai quali viene affidato l’appalto e i singoli lavoratori dell’azienda adibiti a quello specifico appalto per monitorare periodicamente la congruità delle denunce contributive.

Tale applicativo potrà essere consultato anche dai committenti pubblici, anche se esclusi dall’obbligazione in solido, e supportare le attività di controllo degli enti amministrativi per contrastare fenomeni di irregolarità e di dumping.

 

Modalità di utilizzo dell’applicativo

Il “Monitoraggio Congruità Occupazionale” (MoCOA) è disponibile all’interno del Portale delle Agevolazioni (ex procedura DiResCo), per tutti i datori di lavoro privati in possesso di Spid, Carta d’identità elettronica e Carta nazionale dei servizi e per i soggetti intermediari istituzionalmente abilitati a operare per conto dei datori di lavoro tramite il servizio “Abilitazione accesso MoCOA”.

L’iscrizione alla nuova piattaforma è facoltativa, non ha carattere obbligatorio per nessuno dei soggetti coinvolti nell’appalto; inoltre, le risultanze dei controlli incrociati effettuati mensilmente dall’Istituto relative all’azienda appaltatrice, saranno accessibili al committente solo previa autorizzazione dell’appaltatore.

Modalità di accesso a MoCOA
Dal sito www.inps.it > Prestazioni e Servizi > Servizi > Abilitazione accesso Monitoraggio Congruità Occupazionale

 

Su tale piattaforma, i soggetti abilitati potranno registrate i dati relativi agli appalti in corso e successivamente consultarli o implementarli tramite la funzione “Inserimento nuovo appalto”.

Alcuni di tali dati sono estrapolati dagli archivi dell’Inps, altri devono essere inseriti dal committente: il sistema informatico dell’Istituto ricava automaticamente denominazione e ragione sociale, il codice fiscale e indirizzo pec del committente, mentre quest’ultimo dovrà dettagliare le informazioni relative all’appaltatore, indicando la presenza di eventuali subappaltatori.

Per l’inserimento degli elementi relativi ai subappalti da parte dell’appaltatore è necessario che il committente, al momento della registrazione in piattaforma, o successivamente in sede di modifica, indichi nell’apposito campo la sussistenza di subappalti.

Le funzioni consultive dell’applicativo sono utilizzabili da tutti gli utenti: committente, appaltatore e subappaltatore, mentre l’inserimento e la modifica dei dati relativi all’appalto potranno essere effettuate solo dal committente. Quest’ultimo può, inoltre, inserire per i diversi appalti a lui facenti capo un apposito Codice gestionale, che consente la consultazione immediata dell’appalto da verificare.

Il committente deve, inoltre, compilare l’elenco dei lavoratori impiegati nell’appalto, con i loro codici fiscali e la percentuale d’impiego del singolo lavoratore per le giornate di lavoro complessive nel mese; in mancanza di indicazioni in tal senso, il lavoratore verrà considerato adibito al 100% all’appalto.

Per garantire la tempestività dei controlli effettuabili dall’Inps, le informazioni relative ai lavoratori dovranno essere inserite entro il termine di scadenza per la trasmissione della denuncia UniEmens, ovvero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento.

Una volta conclusa la registrazione del nuovo appalto, il committente deve finalizzare l’operazione; il sistema informatico dell’Istituto genera un Codice Identificativo Appalto (CIA), che viene comunicato al committente e all’appaltatore o subappaltatore. L’inserimento del CIA nei flussi UniEmens per i lavoratori impiegati nell’appalto consentirà all’Istituto l’effettuazione dei controlli di congruità.

Modalità di inserimento del Cia
Per ciascun lavoratore impiegato nell’appalto dovrà essere compilato l’Elemento <IdentAppalto>, che si trova nella <Denuncia Individuale>, Sezione <Gestione Appalti>, Elemento <Appalto>.

Se si tratta di subappalto va anche compilato l’Elemento <CFAppaltatore>.

 

All’interno della procedura nel portale dell’Inps, è disponibile un manuale operativo contenente la descrizione completa del procedimento di registrazione dell’appalto e delle fasi successive, con la specifica delle funzioni e dei relativi profili autorizzati.

 

Il Documento di congruità occupazionale appalto

La piattaforma MoCOA elabora, con cadenza mensile, un documento denominato di Congruità occupazionale appalto (DoCOA), rilasciato dopo la scadenza del termine di trasmissione delle denunce UniEmens.

Tale documento incrocia i dati inseriti nell’applicativo di monitoraggio con quelli denunciati all’Inps, al fine di verificare:

  1. la congruità tra i codici fiscali dei lavoratori denunciati nell’UniEmens con codice Cia e quelli contenuti nel MoCOA; la corrispondenza tra il numero di codici fiscali inseriti nelle denunce contributive con codice Cia e quelli risultanti dal MoCOA;
  2. la coerenza tra l’importo totale della contribuzione dovuta dall’appaltatore in base alle denunce UniEmens e l’importo versato con il modello F24;
  3. la presenza di situazioni debitorie dell’appaltatore in qualunque Gestione Inps, alla data dell’elaborazione del DoCOA.

Il Documento di congruità occupazionale rileva, inoltre, il numero di lavoratori part-time impiegati nell’appalto, i lavoratori con codice Cia che non hanno fornito apporto di lavoro nell’appalto per il mese riferimento e i lavoratori somministrati.

All’esito dei controlli la procedura invia un’apposita comunicazione via pec al committente e all’appaltatore, che evidenzia gli alert delle eventuali anomalie.

Il DoCOA è, tuttavia, consultabile solo dal soggetto cui si riferiscono i dati in esso contenuti, ovvero l’appaltatore o il subappaltatore, che potranno accedervi direttamente dal portale, nella sezione “Dettaglio Appalto”.

Il committente può visionare il documento solo previa autorizzazione rilasciata in procedura dall’appaltatore.

ESEMPIO 1

  • Il DoCOA rileva 15 lavoratori impiegati nell’appalto a fronte di 5 denunciati nell’UniEmens con codice Cia;
  • il DoCOA evidenzia 3 codici fiscali di lavoratori impiegati nell’appalto non presenti nell’UniEmen con codice Cia.

ESEMPIO 2

Nel DoCOA emerge che il versamento dei contributi con F24 per il mese di competenza non copre l’importo dei contributi denunciati sull’UniEmens.

ESEMPIO 3

Il DoCOA evidenzia il mancato versamento dei contributi dovuti alla Gestione artigiani da parte del titolare dell’azienda appaltatrice, indicando la tipologia di contribuzione e il dettaglio dei debiti riscontrati.

 

Si segnala che l’articolo è tratto da “La circolare di lavoro e previdenza“.

 

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