14 Ottobre 2022

Donne e STEM: ancora non ci siamo

di Giulia Bezzi - CEO di SeoSpirito e Founder Progetto Le ROSA Scarica in PDF

Un sondaggio di SheTech recente ci dice che le donne sono sottorappresentate nei campi tech, che poi sono i campi in cui si avrà più lavoro in futuro: 6.6% di donne contro il 24.6% di uomini nelle ingegnerie e 1.7% di donne contro l’8.2% di uomini per l’ICT.

Del resto, anche il World Economic Forum con il suo Global Gender Gap Report 2022, di cui vi ho già parlato nello scorso articolo, evidenzia come, se l’Europa ci metterà 60 anni per far sparire questo Gap, l’Italia sia al 63° posto nel mondo e al 25° posto in Europa; praticamente, siamo dopo Estonia e Montenegro.

E il dato riflette sicuramente la situazione legata alle donne che si laureano e fanno carriera nelle discipline STEM, tant’è che, sempre grazie a questo sondaggio, si scopre che il 67% delle intervistate pensa che in un processo di assunzione, a parità di competenze, vengano assunti gli uomini al loro posto. 

Le politiche di genere, però, si stanno evolvendo; le aziende, in fase di recruiting, sono più attente al bilanciamento della loro forza lavoro. Ciò che mi domando è: ma non è che così favoriamo la mediocrità pur di avere una donna?

Per cui, siccome io lotto per le donne ogni giorno, ma, ancor di più, non voglio mediocrità a creare il mondo del futuro per mia figlia, lancio un appello: care scuole e famiglie che crescete le nuove leve del futuro, invitiamo le bambine ad avvicinarsi anche alla matematica, alla fisica e alla chimica, per esempio.

Portiamo i nostri figli a vedere i musei di Scienze naturali, facciamogli leggere riviste come “Focus Junior”, invitiamole a sviluppare anche il pensiero logico matematico ed evitiamo di comprare ferri da stiro alle bimbe e macchinine ai bimbi. 

Io voglio un mondo senza gender gap, di sicuro, ma non voglio che in aziende del settore STEM, dove lo sviluppo incide sulla nostra vita fortemente, vengano prese decisioni strane, come quelle di portare in staff una donna solo perché è donna, e non perché preparata.

Lo sappiamo bene, siamo capaci di arrivare anche a questo, a me già lo segnalano sulla scelta degli speaker agli eventi: scartati uomini perché manca una donna. Ne capisco la sensibilità, ma non approvo il risultato. 

E un giorno, se vi andrà, vi racconterò qualche simpatico aneddoto in meno e la mia personale battaglia al reverse gender gap, che è ugualmente nocivo allo sviluppo della nostra comunità.

Le rosa